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Modello piano triennale prevenzione corruzione (P.T.P.C.) (attività 2013-2014)

Con l'obiettivo di favorire una maggiore uniformità nell'attuazione della legislazione e della normativa vigente in materia di prevenzione della corruzione e al fine di semplificare l'attività amministrativa degli enti locali, in data 26 novembre 2013 il Consiglio di amministrazione ha approvato il modello del piano triennale per la prevenzione della corruzione.

Riferimenti normativi

L'adozione del piano triennale di prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) è prevista dalla legge n. 190/2012, in particolare dall'articolo 1, comma 8.

Cos'è il piano triennale di prevenzione della corruzione

Il P.T.P.C rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione sistematizza e descrive il processo finalizzato a definire una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo. In esso si delinea un programma di attività derivante da una preliminare fase di analisi che, in sintesi, consiste nell’esaminare l’organizzazione, le sue regole e le sue prassi di funzionamento in termini di “possibile esposizione” al fenomeno corruttivo.

Il P.T.P.C. è un programma di attività, con indicazione delle aree di rischio e dei rischi specifici, delle misure da implementare per la prevenzione in relazione al livello di pericolosità dei rischi specifici, dei responsabili per l’applicazione di ciascuna misura e dei tempi.

Il P.T.P.C. non è un documento di studio o di indagine, ma uno strumento per l’individuazione di misure concrete, da realizzare con certezza e da vigilare quanto ad effettiva applicazione e quanto ad efficacia preventiva della corruzione.

Termini per l'adozione del P.T.P.C.

L’organo di indirizzo politico, individuato dall'ANAC nella Giunta per quanto riguarda gli enti locali (vedi paragrafo sotto) su proposta del responsabile per la prevenzione della corruzione, deve adottare il P.T.P.C. entro il 31 gennaio 2014.

Organo competente all'adozione del P.T.P.C.

L’Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche, nella seduta del 22 gennaio 2014, ha approvato la delibera n. 12 /2014 con la quale ha espresso l’avviso che negli enti locali la competenza ad adottare il piano triennale della prevenzione della corruzione spetta alla Giunta, anche alla luce dello stretto collegamento tra il piano triennale di prevenzione della corruzione e i documenti di programmazione previsto dal Piano nazionale anticorruzione, salvo diversa previsione adottata nell’esercizio del potere di autoregolamentazione dal singolo Ente.

Modalità di trasmissione del Piano

Con un comunicato del 30 gennaio 2014, il Dipartimento della funzione pubblica ha reso nota la nuova modalità di trasmissione del piano triennale per la prevenzione della corruzione (P.T.P.C.).

Secondo la nuova modalità, gli enti locali sono tenuti ad utilizzare PERLA PA, il sistema integrato che unifica la gestione degli adempimenti previsti a carico delle amministrazioni pubbliche in materia di comunicazione di dati statistici e di monitoraggio.

Il sistema PERLA PA è stato integrato per ricevere alcuni dati relativi al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione ( P.T.P.C.).

Allegati

Modello di piano triennale di prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) , documento , peso 193,50 KiloByte

Esemplificazioni utili alla redazione del modello del P.T.P.C. , documento , peso 250,00 KiloByte

Indicazioni operative per la predisposizione dei modelli , documento , peso 395,78 KiloByte

Parere tecnico della Commissione indipendente di valutazione in merito ai modelli , documento , peso 113,93 KiloByte

Parere tecnico del Prefetto in merito ai modelli , documento , peso 82,58 KiloByte

Deliberazione n. 85/2013 del Consiglio di amministrazione del CELVA , documento , peso 80,37 KiloByte