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Anticorruzione (attività 2013-2014)

La legge n. 190/2012 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" prevede importanti novità per gli enti locali.

In allegato si riporta il testo commentato della legge, che è stato illiustrato nel corso dell'incontro formativo del 22 aprile 2013, la circolare n.1/2013 del Dipartimento della funzione pubblica della Presidente del Consiglio dei Ministri e l'intesa tra Governo, Regioni ed enti locali in merito all'attuazione delle legge anticorruzione.

Piano nazionale anticorruzione

In data 11 settembre 2013, la CIVIT, in qualità di Autorità nazionale anticorruzione, ha approvato il Piano nazionale anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica, ai sensi della legge n. 190 del 2012.

Con l'approvazione del Piano Nazionale prende concretamente avvio la fase di attuazione del cuore della legge anticorruzione attraverso la pianificazione della strategia di prevenzione a livello decentrato.

Il Piano, elaborato sulla base delle direttive contenute nelle Linee di indirizzo del Comitato interministeriale, contiene degli obiettivi strategici governativi per lo sviluppo della strategia di prevenzione a livello centrale e fornisce indirizzi e supporto alle amministrazioni pubbliche per l'attuazione della prevenzione della corruzione e per la stesura del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione.

Secondo il contenuto del Piano Nazionale, ciascuna amministrazione dovrà adottare e comunicare al Dipartimento il proprio Piano Triennale di Prevenzione, che di regola include anche il Programma Triennale per la Trasparenza e l'Integrità, entro il 31 gennaio 2014.

Il responsabile delle prevenzione della corruzione

La legge prevede, fra le altre cose, la nomina del responsabile della prevenzione della corruzione, ai sensi dell’articolo 1 comma 7. Per gli enti locali, la stessa legge individua tale responsabile, di norma, nella figura del segretario, salvo diversa e motivata deliberazione. Anche se la legge non prevede un termine per la suddetta nomina, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT) e la Regione Valle d’Aosta hanno invitato le amministrazioni locali a provvedere alla nomina con tempestività.

A questo proposito, con l’obiettivo di fornire un supporto agli enti locali, il CELVA mette a disposizione degli enti locali una deliberazione tipo per la nomina del responsabile della prevenzione della corruzione, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

Si evidenzia che la stessa CIVIT, con deliberazione del 13 marzo 2013, n. 15, ha chiarito che “il titolare del potere di nomina del responsabile della prevenzione della corruzione va individuato nel Sindaco quale organo di indirizzo politico amministrativo, salvo che il singolo Comune, nell’esercizio della propria autonomia normativa e organizzativa, riconosca, alla Giunta o al Consiglio, una diversa funzione”.

La designazione dei responsabili della prevenzione deve essere comunicata alla CIVIT, che ha dedicato un'apposita sezione del sito alla raccolta dei dati. Per comunicare le nomine, segnalare modifiche e integrazioni, inviare una mail all’indirizzo PEC segreteria.commissione@pec-civit.it.

Il piano triennale anticorruzione

Entro il 31 gennaio di ogni anno il responsabile anticorruzione predispone il Piano triennale di prevenzione della corruzione, che deve essere poi approvato dalla Giunta comunale e trasmesso al Dipartimento della funzione pubblica. In fase di prima applicazione, per effetto dell’articolo 34 bis, comma 4 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, il termine del 31 gennaio è stato posticipato al 31 marzo 2013.

La legge ha poi demandato a specifiche intese, da adottarsi entro il 28 marzo 2013 in sede di Conferenza unificata, la definizione di dettaglio degli adempimenti per gli enti locali.

Il Piano triennale anticorruzione di ogni ente locale deve essere redatto secondo le indicazioni contenute nel Piano nazionale anticorruzione, che dovrà essere predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

A seguito della riunione della Conferenza unificata e della pubblicazione del Piano nazionale anticorruzione, il gruppo di lavoro del CELVA ha predisposto un modello di piano di prevenzione della corruzione per gli enti locali.

Il codice di comportamento

La legge assegna al Governo la competenza di definire un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni da consegnare al dipendente al momento dell’assunzione. L'obiettivo è quello di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei dovericostituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico.

In data 19 giugno 2013 è entrato in vigore il codice di comportamento dei dipendenti pubblici emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 16 aprile 2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4 giugno 2013.

A seguito di tale decreto, ciascuna amministrazione deve provvedere alla definizione, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione, di un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice di comportamento di cui sopra.

L’articolo 69 della legge regionale n. 22/2010 dispone che “La Giunta regionale adotta, con propria deliberazione, su proposta del Comitato regionale per le politiche contrattuali e previo parere obbligatorio della Commissione indipendente di valutazione della performance, le eventuali integrazioni e specificazioni al Codice di comportamento adottato ai sensi dell'articolo 54 del d.lgs. 165/2001”. A seguito di tale iter, con deliberazione n. 2089 del 13 dicembre 2013, la Giunta regionale ha approvato il nuovo Codice di comportamento, che si pubblica in allegato.

Incompatibilità e inconferibilità degli incarichi

La legge anticorruzione prevede un’espressa delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi diretti a modificare la disciplina vigente in materia di attribuzione di incarichi dirigenziali e di incarichi di responsabilità amministrativa di vertice nelle pubbliche amministrazioni nonché a modificare la disciplina vigente in materia di incompatibilità tra i detti incarichi e lo svolgimento di incarichi pubblici elettivi o la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l'esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate.

In data 8 aprile 2013 è stato approvato il decreto legislativo n. 39/2013, recante "Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190".

In data 03 settembre 2013 il Dipartimento enti locali della Regione ha trasmesso agli enti una nota informativa contenente alcune indicazioni in merito all'applicazione in via trasnitoria delle disposizioni in materia di incompatibilità.

Incandidabilità

La legge ha assegnato al Governo il compito di approvare un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità a diverse cariche di organi istituzionali.

Con il decreto legislativo 31 dicembre 2012 , n. 235, il Governo ha approvato il Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze defi nitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190, che si riporta in allegato.